ma il file, di chi è? mercoledì 08 agosto, 2012

Ho deciso di scrivere questo articolo perché troppo spesso c’è confusione sulla proprietà dei files: e va detto su tutti i livelli ;) Ci si scontra sempre con: questo è mio, tu mi dovevi dare questo, il formato non va bene… insomma, alla fine dei conti non ci si capisce più nulla. Quando viene commissionato […]

Ho deciso di scrivere questo articolo perché troppo spesso c’è confusione sulla proprietà dei files: e va detto su tutti i livelli ;)

Ci si scontra sempre con: questo è mio, tu mi dovevi dare questo, il formato non va bene… insomma, alla fine dei conti non ci si capisce più nulla.

Quando viene commissionato un lavoro grafico di qualsiasi natura, il cliente compra un prodotto finito: questo come per tutte le cose che vengono acquistare in altri ambiti. Vorrò limitarmi ad un paragone molto banale per far si che sia chiaro il tutto ;)

Quando ci rechiamo dal panettiere ed acquistiamo il filone di pane, la pizza rossa con la mozzarella, il cornetto alla crema appena sfornato, stiamo acquistando un bene; mai e poi mai ci dirà/darà le dosi/ricette con le quali ha sfornato i suoi prodotti. Il motivo è molto semplice: avete acquistato un prodotto e non l’intero processo intellettuale e/o la tecnica con il quale è stato realizzato. In fase di lavorazione del pane troverete scritto fuori dalla porta: “Laboratorio: vietato l’accesso ai non addetti”.

Bene, veniamo ora a noi. Spesso il cliente richiede i sorgenti dei files (la dose e la ricetta per il panettiere) e/o di assistere alla realizzazione del lavoro (il laboratorio per il panettiere). Come dire… non funziona così ed il discorso è addirittura più complesso.
Quando si realizza un progetto grafico, un logo, una illustrazione, … questi rientrano nell’ambito della paternità artistica intellettuale della persona/staff che l’ha realizza. Un’opera di Leonardo Da Vinci, anche se lui è morto, resta comunque sempre opera sua e non di chi ha acquistato l’opera: tale legame è indivisibile.

Ma allora, a me cliente (giustamente si chiede), cosa mi aspetta?
Niente! ahahah ;) Torniamo seri. Semplicemente il file definitivo pronto all’utilizzo per il quale si da’ il corrispettivo economico del lavoro. Ora, può sembrare anche qui che ci sia qualche piccolo dubbio perché spesse volte mi capita di dover discutere con altri studi grafici per ricevere lavori pagati dal cliente: approfondisco con una serie di domande e risposte.

Ho fatto realizzare il logo, che file devo avere? Il logo deve essere realizzato in vettoriale e di conseguenza è importante averlo in tale formato. Ovvio che, per il discorso fatto prima, il definitivo deve essere rilasciato e non il sorgente. Devi avere quindi un .PDF vettoriale e non un .PDF che contenga foto/immagini. Puoi prendere anche un .EPS, un .AI o un .CDR che siano sempre vettoriali e definitivi: sono varie estensioni che programmi diversi di grafica vettoriale generano. Non preoccuparti se non li visualizzi: non hai i programmi per farlo probabilmente ma fregatene, gli addetti ai lavori sapranno cosa farci. Da questi tipi di files puoi realizzare qualsiasi altra cosa.

Mi hanno fornito del mio logo solo un file .JPG. Bene, richiama chi ti ha dato solo quel file ed esigi il definitivo come spiegato qui sopra. Questa tecnica è spesso utilizzata per far si che lo studio grafico si mantenga il cliente nel tempo. Il cliente deve poter scegliere i proprio fornitori a piacimento e con logica (anche se è meglio mantenere lo stesso studio di progettazione poiché ha storico e metodo di lavoro del progetto). Si trovano in vettoriale (.PDF, .AI, .EPS) addirittura marchi famosi come Coca-Cola o Facebook… questo deve farti capire che anche te devi avere il tuo vettoriale.

Con il logo in vettoriale lo modifico come voglio. SBAGLIATO. Le modifiche che puoi realizzare sono quelle per adattamenti tecnici: ad esempio eseguire un timbro che necessita che il file del logo venga scalato con possibili modifiche ai tratti, oppure il logo deve essere riprodotto in oro su una maglia tramite stampa a caldo, … in questi casi puoi generare un adattamento del marchio. In tutti gli altri casi vai a manomettere un’opera intellettuale artistica che può addirittura essere passibile da denuncia. Hai comprato un prodotto artistico/intellettuale e tale deve rimanere integro.

Dammi il file della brochure che è stata realizzata che me la modifico io. Solito discorso. Io devo rilasciarti il file per andare in stampa, probabilmente un .PDF con dentro testi, immagini e grafica, ma non devo rilasciarti il sorgente che resta di mia proprietà e dello staff che ci ha lavorato. Posso rilasciarti senza problemi invece varie versioni come quella per la stampa o per il web.

Ma la stessa cosa vale anche per un catalogo, una rivista, un manifesto, un video, … Esatto. I definitivi sono tuoi e li paghi e li devi avere: ma i definitivi nelle versioni richieste.

Il sito che mi hai realizzato è fantastico: me ne fai una copia che così me lo tengo? Certo, e che problema c’è!?! Alla fine ti dovrò passare le stesse identiche cose che sono online sul server perché è quello che hai acquistato. Puoi anche realizzare delle modifiche se puoi fermo restando che il codice di programmazione se è di mia proprietà intellettuale non lo potrai modificare.

Vorrei i sorgenti, posso? Certo che puoi! L’unica cosa che devi tenere a mente è che la paternità artistica comunque rimane a chi ha progettato e che per avere i sorgenti i costi sono completamente differenti rispetto ad un definitivo. Anche se avrai i sorgenti ricorda che non hai il diritto di intaccare la proprietà artistica ed intellettuale di chi li ha realizzati. Potrai eseguire modifiche tenendo conto sempre del processo di lavoro effettuato fin’ora. È molto raro però avere i sorgenti poiché i costi sono sempre molto esosi che non c’è convenienza: ricordalo.

Spero questo articolo sia e servirà a togliere qualche dubbio su… ma il file, di chi è?

Emanuele Nonni

 


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